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La Franciacorta

Col termine “Franciacorta” viene designata una zona della provincia di Brescia che si estende a occidente della città fra i fiumi Mella e Oglio che la delimitano a est e ovest, avendo a nord le colline di Brione, Polaveno, Monticelli Brusati e il Lago d’Iseo, e a sud l’alta pianura padana superiore.
Stabili i confini, restano ancora molti dubbi sull’etimologia del nome, argomento discusso da molti studiosi, ma ancora privo di una risposta definitiva. Pare che Carlo Magno, conquistata Brescia longobarda nel 774, pose l’accampamento a Rodengo Saiano. Quando venne il momento di celebrare la festa di San Dionigi, che lui aveva giurato di festeggiare a Parigi, risolse la questione decretando che questa terra era come una “piccola Francia”, e ordinò che così fosse chiamata tutta la zona.
La tesi più ricorrente e storicamente plausibile, allude alle “corti franche”, cioè al fatto che i principali centri dell’arco morenico erano all’origine corti altomedievali, che con l’arrivo dei monaci cluniacensi godettero di franchigie.
Le colline, che oggi ospitano i vigneti delle rinomate “bollicine”, sono scenario di paesaggi ancora oggi molto affascinanti. La presenza dei monaci nel medioevo ha lasciato tracce importanti della loro presenza e del loro lavoro, che il visitatore curioso può ancora scoprire in Franciacorta: pievi e monasteri sono presenti e visitabili in molti comuni della Franciacorta e insieme a stupendi palazzi e ville, ospitano spesso nelle loro sale presentazioni ed eventi intorno all’arte e al vino.
Il lago d’Iseo, che delimita la Franciacorta a nord e le Torbiere meritano una visita a sé. Il Sebino ha molte caratteristiche in comune con gli altri laghi lombardi, ma a sua volta si caratterizza per alcune peculiarità che lo contraddistinguono, una per tutte: Montisola, con i suoi 600 metri s.l.m è l’isola lacustre più alta d’Europa.

Uno scenario molto speciale dunque, per degustare il Metodo Classico nei ristoranti della costa in abbinamento ai menu tradizionali o con le nuove tendenze del food.
Pur vantando una lunga storia, il nuovo corso della vitivinicoltura della Franciacorta inizia a tutti gli effetti al principio degli anni sessanta con la nascita delle prime cantine, a cui è seguito un momento di grande sviluppo negli anni settanta.
Da lì la crescita è stata rapidissima fino ad arrivare all’odierna Franciacorta, zona vinicola italiana di sicuro riferimento nazionale per quanto attiene la produzione di metodo classico.
La produzione e commercializzazione di bollicine vi è andata assumendo un’importanza sempre maggiore negli ultimi vent’anni, tanto da fregiarsi del marchio DOCG e farsi conoscere nel mondo enologico per l’alta qualità raggiunta. Il nome “Franciacorta” è nel tempo diventato sinonimo del medesimo spumante DOCG prodotto nei numerosi vigneti della zona.
Il terreno ha origine glaciale; la presenza di sassi morenici costituisce un fattore positivo, perché le pietre immagazzinano di giorno il calore del sole per cederlo durante la notte; inoltre il suolo ghiaioso garantisce il drenaggio delle acque in eccesso, che potrebbero nuocere alle radici della pianta e influire negativamente sulla qualità dei grappoli. Le uve previste dal disciplinare di produzione sono: Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero.

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