
Metodo Franciacorta
Il tempo è l’ingrediente che non si vede
Il metodo per un Franciacorta DOCG
Ogni bottiglia di Franciacorta DOCG nasce da una scelta precisa: lasciare che sia il tempo a fare il suo lavoro.
Il Metodo Franciacorta segue un disciplinare rigoroso che tutela ogni fase della produzione: dalla raccolta manuale delle uve fino al lungo affinamento sui lieviti. Ma prima ancora delle regole, è un modo di interpretare il vino: con pazienza, cura e rispetto per ciò che la natura offre.


Per noi di Bonfadini ogni passaggio è parte di una storia che inizia tra i filari e continua lentamente in cantina, fino al momento in cui una bottiglia viene stappata e condivisa.

Un metodo che nasce in vigna
Il carattere di un Franciacorta DOCG prende forma molto prima della cantina.
La vendemmia viene effettuata esclusivamente a mano, selezionando i grappoli nel momento in cui hanno raggiunto il giusto equilibrio. È una scelta che richiede attenzione e tempo, ma che permette di preservare l’integrità delle uve e accompagnarle nel modo migliore verso la pressatura.
È qui che comincia il percorso di ogni nostro Franciacorta.
La prima fermentazione
Nel metodo Franciacorta, ogni fase influenza il risultato finale.
Dalla pressatura soffice delle uve si ottengono 3 frazioni di mosto che fermentano separatamente all’interno di vasche d’acciaio inox o barriques di rovere francese, trasformandosi nel vino base. Ogni parcella racconta caratteristiche diverse e ogni vino conserva la propria identità. Per questo le vinificazioni vengono seguite separatamente: solo in un secondo momento si decide come assemblarle, cercando equilibrio, eleganza e continuità di stile nella cuvée finale.
Piccoli gesti che amplificano il gusto
Non tutti i vini seguono lo stesso percorso
Alcune basi vengono lasciate evolvere più a lungo attraverso il bâtonnage, un lento rimescolamento dei lieviti fini che regala maggiore complessità aromatica e una trama più avvolgente. È uno di quei gesti silenziosi che non si vedono, ma che nel calice fanno la differenza.
L’assemblaggio: l’arte dell’equilibrio
Ogni Franciacorta nasce dall’incontro di vini diversi.
L’assemblaggio è il momento in cui esperienza e sensibilità dialogano con il lavoro della natura: ogni scelta contribuisce a definire il profilo del vino, valorizzando freschezza, complessità e armonia. È un equilibrio che non si costruisce in un giorno, ma attraverso l’ascolto di ogni vendemmia.
La fermentazione in bottiglia
È questo il passaggio che rende unico un Franciacorta.
Dopo l’aggiunta del liqueur de tirage, ogni bottiglia viene chiusa e riposa in cantina. Qui avviene la seconda fermentazione naturale: i lieviti trasformano gli zuccheri in anidride carbonica, dando origine a un perlage fine e persistente. Da questo momento il vino inizia un nuovo viaggio, molto più lento.
Remuage, sboccatura e dosaggio
Lo “scuotimento” del vino
Quando l’affinamento è completo, le bottiglie vengono gradualmente ruotate affinché i lieviti si raccolgano nel collo della bottiglia.
Con la sboccatura questi sedimenti vengono eliminati e il vino viene completato con la liqueur d’expédition, che contribuisce a definirne lo stile senza mai alterarne l’identità.
L’incontro con il vino
Il Metodo Franciacorta trova il suo compimento quando la bottiglia viene aperta.
È il momento in cui ogni scelta, ogni attesa e ogni gesto prendono forma nel calice. La degustazione non è soltanto un assaggio, ma un modo per scoprire il carattere di un vino, il territorio da cui nasce e la storia di chi lo produce.

Ogni Franciacorta
racconta un percorso

Un metodo rigoroso, un’interpretazione personale.
Il disciplinare del Franciacorta definisce tempi, regole e standard qualitativi condivisi da tutte le cantine della denominazione. Ciò che rende ogni bottiglia diversa è il modo in cui ciascun produttore interpreta questo percorso.
In Bonfadini il Metodo Franciacorta è prima di tutto una questione di sensibilità. Significa osservare ogni vendemmia senza forzarla, rispettarne il ritmo e accompagnarla con discrezione, perché il vino possa raccontare con autenticità il territorio da cui proviene.
Curiosità sul vino
Lo scuotimento
Il remuage un tempo veniva eseguito a mano da un esperto – il remueur – che, per settimane, ruotava con un colpo di polso ogni bottiglia di 1/8 o 1/4 su appositi cavalletti di legno chiamati pupitres. Da qui il nome “remuage” = scuotimento.
Tappi come testimone del qualità
Per tutelare l’identità e la qualità del prodotto, il disciplinare della DOCG Franciacorta prescrive che il tappo a fungo finale debba riportare, nella parte visibile, la scritta “Franciacorta”.
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